“…Lungo i camini si vede se sei un vero alpinista….”

Lavorando spesso come soccorritore sulle piste da sci della Dantercepies al Passo Gardena, il mio sguardo è continuamente ipnotizzato dalle linee di misto e dai canali di neve che si affacciano sopra al passo.

Proprio sulla parte bassa delle pareti del Murfreit, quest’anno si sono create diverse linee effimere affascinanti. Tra queste, vicino ad un bel diedro, tra “Dlacion de Frea” e “L’ciamin”, si notano delle belle colate e frange che riesco a collegare con un’immaginaria linea…. chi mi può aiutare nel renderla reale?
L’idea alletta l’amico Santi Padros, effimero sognatore di vie di misto (tra l’altro già bello carico e artefice di bellissime ed ardite salite) che, dopo una ricognizione di ritorno dalla Vallunga, accetta senza remore.

Martedì 17 dicembre 2019, sfidando il numero sfortunato, ci troviamo sotto la parete e partiamo: già il primo tiro ci fa sognare la salita. Un bel strapiombetto con diversi agganci invitano a continuare. La roccia è ottima ma il ghiaccio purtroppo nei primi tiri non è come ce lo aspettavamo… scollato in alcuni tratti e cotto da quest’ondata di calore. L’arrampicata tuttavia, in questa parte, è per la maggior parte su roccia e solo in alcuni tratti su ghiaccio: questo fa sì che è necessario arrampicare anche con le mani su buoni appigli, ma sempre in leggero strapiombo.

Il tiro chiave è un tirone, 35 metri di arrampicata tecnica fatta di piccoli agganci per le picche, arrampicata su lame invitanti dove usare le mani ed una straordinaria tenda di ghiaccio dalla quale saltar fuori.

Subito dopo un tiro corto in leggero traverso ci porta in una grotta dalla quale partono i due tiri di ghiaccio finali. Decidiamo di scendere perché ormai tardi. Bisogna tornare al più presto ci diciamo. Questo caldo anomalo non aiuta, e così il giovedì successivo decidiamo di chiudere i conti con la via. Ritorniamo velocemente alla grotta dove ci eravamo calati sistemando qua e là ciò che ritenevamo necessario per la sicurezza della progressione e liberando i tiri.

Il quarto tiro, il primo di quelli di ghiaccio, ha una bella partenza esposta nel vuoto con buoni agganci per poi prendere una facile colata. Il secondo ed ultimo invece ci permette di arrampicare all’interno di una grotta spettacolare fino ad arrivare ad un camino particolare con una placca liscia dove le doti di “vecchi alpinisti” ci permettono di arrivare ad una buona sosta dove abbiamo lasciato il libro della via. Da questa, tre doppie verso sinistra (faccia alla sosta) ci riportano alla base della via.

il topo della via

La salita è protetta a spit e chiodi e le soste sono attrezzate a spit con anello (ad eccezione della prima), ma è necessario portarsi una serie di friends e diverse viti e qualche chiodo per sicurezza. La discesa è, come detto, con tre doppie. La prima di 30 metri è verso l’evidente colata mentre per la successiva di 45, è necessario rinviare qualche spit, poiché è strapiombante.

ITINERARIO

L1: 4 spit, 3 chiodi, una clessidra, 25m.
L2: 7 spit, 4 chiodi, 35m.
L3: 5 spit, 1 chiodo, 20m.
L4: 1 spit, 1 spuntone, 20m.
L5: 1 spit, 30m. Uscita superlativa per camino/grotta/ghiaccio, per alpinisti! Ultima sosta dietro lo spigolo.

DISCESA

1 calata: 30m. Obliquare a sinistra con attenzione, la sosta è proprio sul bordo del colatoio/goulotte
2 calata: 45m. Si va fino la seconda sosta della via, occhio: rinviare qualche spit del terzo tiro per poter arrivare comodamente alla sosta.
3 calata: 55m.

MATERIALE

Set di Totem e un 2 BD (giallo), 14 rinvii, 6-8 viti di ghiaccio, qualche chiodo da roccia

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